Castagno: la pianta, la coltura, i frutti

castagno

Il castagno (castanea vesca) è un albero della famiglia delle Fagacee, alto solitamente 10-15 metri, ma capace di raggiungere anche i 30 metri di altezza.

Questa pianta, dal tronco grosso e tortuoso, dalla spessa corteccia screpolata, è assai longeva e può raggiungere grandissime dimensioni anche orizzontalmente. E’ selvatico, e forma estesi boschi nelle regioni montuose (fino a 1200 metri) dell’Italia e degli altri paesi del mediterraneo. Si innesta e si coltiva per i suoi prelibatissimi frutti, le castagne o i marroni, molto versatili in cucina e nella pasticceria.

Il castagno ha lunghe foglie lanceolate e seghettate, fiori staminiferi in spighe e pistilliferi a gruppi da 1 a 3, rivestiti da brattee; queste si trasformano nel riccio, dentro il quale si trovano da 1 a 3 castagne, di forma ovale, appuntita, convessa da un lato e piatta dall’altro, con buccia sottile, coriacea, bruna, contenente un solo seme, bianco e farinoso, rivestito di una pellicola bruno-rossiccia.

Il legno, giallo-bruno, è leggero e non molto compatto; è usato per doghe, cerchi per tini, infissi, mobili, pali, staccionate, ecc. Produce un ottimo carbone, ed estratti liquidi o solidi per la concia e per la tintoria.

I castagni molto vecchi sono assaliti dalla carie, che distrugge la parte interna del tronco, lasciando intatta la corteccia; il legno infradicito da questa carie forma un ottimo terriccio, ricercato dai floricoltori.

La coltura del castagno

Il lavoro di manutenzione comincia appena dopo la raccolta, quando si possono potare le piante. Un castagno viene potato ogni 5-10 anni. In primavera si puliscono i rami tagliati durante la potatura e si eseguono gli innesti, che vanno ripetuti ogni quindici giorni fino a luglio. Nell’autunno, poco prima della raccolta, si pulisce il sottobosco, tagliando le felci e le erbacce, in modo da favorire la raccolta del frutto.

I frutti del castagno: le castagne

Le castagne si dividono in:

  • marroni, quelle più grosse e di ottima qualità, con frutti che presentano una superficie ilare di forma quasi rettangolare, una buccia chiara e brillante;
  • castagne domestiche, con numerose varietà, un po’ più piccola del marrone e con una qualità visiva e di sapore diversa;
  • castagne selvatiche, ancora più piccole e meno dolci.

Si mangiano bollite o arrostite. I marroni anche canditi. Inoltre, si fanno seccare al sole o al forno e si vendono sbucciate (castagne bianche), oppure, dopo seccate, si mettono nell’acqua bollente e poi si fanno asciugare, senza sbucciarle (castagne biscotte, di colore bruno e sapore dolce).

Con la farina delle castagne si fanno i necci (focacce), castagnaccio, la pattona (polenta).

Consigliamo di assaggiare la qualità Il Marrone di Roccadaspide IGP (Sa)

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