Infibulazione, la mutilazione genitale femminile

Infibulazione

L’infibulazione

L’infibulazione (una delle mutilazioni genitali femminili) è il termine usato per riferirsi alla rimozione completa o di una parte dei genitali femminili.

Questa è nota anche come la circoncisione faraonica.

Si stima che circa il 15% di tutte le mutilazioni in Africa sono infibulazione.

La procedura consiste nella rimozione completa o di una parte della clitoride (clitoridectomia) e/o delle piccole labbra (escissione), e il taglio delle grandi labbra per creare superfici grezze, che vengono poi cucite o tenute insieme per formare una copertura sopra la vagina utile a guarire.

E’ lasciato un piccolo foro per consentire la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

In alcune forme meno convenzionali dell’infibulazione, viene rimosso meno tessuto e viene lasciata una maggiore apertura.

La stragrande maggioranza (85%) delle mutilazioni genitali eseguite in Africa è costituita da clitoridectomia o escissione.

La procedura meno radicale consiste nella rimozione del cappuccio della clitoride.

In alcune tradizioni si tiene addirittura un cerimoniale, che va dal mettere un coltello accanto ai genitali a tagliare alcuni peli pubici o nella zona genitale.

Le pratiche di infibulazione

Questa pratica barbara viene eseguita in una varietà di età, che vanno da poco dopo la nascita fino a poco prima della gravidanza, ma più comunemente si verifica in una età compresa tra quattro e otto anni.

Alcune ragazze subiscono mutilazioni genitali da sole, ma  è più spesso una pratica di gruppo, come è il caso nelle società dell’Africa orientale, centrale e occidentale,  effettuata su tutte le ragazze della comunità che appartengono ad una particolare fascia di età.

La procedura può essere eseguita in casa della ragazza, o in casa di un parente o di un vicino, in un centro medico, o, soprattutto se associato con l’iniziazione, in un sito appositamente designato, come ad esempio un particolare albero o un fiume.

La persona che effettua la mutilazione potrebbe essere una donna tra le più anziane, una levatrice, un guaritore, un barbiere, o un medico.

Le ragazze sottoposte alla procedura hanno diversi gradi di conoscenza di ciò che accadrà loro.

A volte l’evento è associato a feste e regali.

Le ragazze sono esortate a essere coraggiose.

A volte viene dato un anestetico locale, ma più spesso viene detto alle ragazze di sedere per un po’ nell’acqua fredda, per intorpidire la zona e ridurre il rischio di sanguinamento.

Più comunemente, tuttavia, non vengono prese misure per ridurre il dolore.

La ragazza è immobilizzata, con le gambe aperte.

La mutilazione viene effettuata utilizzando un vetro rotto, forbici, una lama di rasoio o qualsiasi altro strumento di taglio.

Come sutura vengono usati spine o punti.

Viene applicato, quando va bene, un semplice antisettico, oppure, più in genere, erbe contenenti latte, uova, ceneri o sterco.

Distribuzione geografica della mutilazione genitale femminile

Si stima che circa 135 milioni di ragazze e donne di tutto il mondo hanno subito mutilazioni genitali, e due milioni di bambine ogni anno sono a rischio di mutilazione (circa 6.000 al giorno).

L’infibulazione è praticata in più di 28 paesi africani.

In Medio Oriente è praticata in Egitto, Oman, Yemen e gli Emirati Arabi Uniti.

Nei paesi industrializzati, la mutilazione genitale si verifica prevalentemente tra gli immigrati provenienti da paesi dove si pratica la mutilazione. Naturalmente in maniera clandestina.

Gli effetti fisici e psicologici della mutilazione genitale femminile

Gli effetti della mutilazione genitale possono portare alla morte, per il dolore, lo shock, possibili emorragie e danni agli organi circostanti la clitoride e le piccole labbra.

L’utilizzo dello stesso strumento su diverse ragazze, senza la sterilizzazione, può causare la diffusione del virus HIV.

Più comunemente, si verificano  infezioni croniche, sanguinamento intermittente, ascessi e tumori benigni del nervo.

L’infibulazione può avere ancora più gravi effetti a lungo termine: infezioni croniche delle vie urinarie, calcoli nella vescica e l’uretra, danni renali, infezioni dell’apparato riproduttivo derivanti dal flusso mestruale ostruito, infezioni pelviche, sterilità, cisti, ecc.

Il primo rapporto sessuale può avvenire solo dopo la dilatazione graduale e dolorosa dell’apertura lasciata dopo la mutilazione.

In alcuni casi è necessario il taglio prima del rapporto.

 

Durante il parto, cicatrici esistenti sulle donne escisse possono lacerarsi.

Donne sottoposte a infibulazione, i cui genitali sono stati ben chiusi, devono essere tagliate per consentire al bambino di uscire.

Dopo il parto, le donne sono spesso reinfibulated per renderli “stretto” per i loro mariti. Il taglio costante e ricucitura dei genitali delle donne con ogni nascita possono causare tessuto cicatriziale duro nella zona genitale.

 

Effetti dell’infibulazione sulla sessualità

Le mutilazioni genitali possono rendere il primo rapporto sessuale un calvario.

L’importanza della clitoride ai fini del piacere sessuale e dell’orgasmo ci suggerisce che tale mutilazione è pregiudicante.

Effetti psicologici dell’infibulazione

Gli effetti psicologici sono più difficili da indagare scientificamente rispetto a quelli fisici.

Nonostante la mancanza di prove scientifiche, le donne infibulate rivelano sentimenti di ansia, terrore, umiliazione ed effetti negativi a lungo termine.

Feste, regali e una particolare attenzione al momento della mutilazione possono mitigare alcuni dei traumi di questa esperienza.

A compensazione vi è la sensazione che lei è accettabile per la sua società, dopo aver sostenuto le tradizioni della sua cultura e si è resa ammissibile per il matrimonio.

Ma è un gaudio macchiato di orrore e di sangue.

E’ possibile che una donna che non ha subito la mutilazione genitale potrebbe subire problemi psicologici a causa del rifiuto da parte della sua società.

Credenze sui vantaggi dell’infibulazione sull’igiene, l’estetica e la salute

La pulizia e l’igiene è la classica scusa per giustificare questa pratica.

Termini popolari per la mutilazione sono sinonimo di purificazione (Tahara in Egitto, tahur in Sudan), o pulizia (Bambarra, un gruppo etnico in Mali).

In alcune società, le donne non mutilate sono considerate impure e non sono autorizzati a gestire il cibo e l’acqua.

Si aggiunge, poi, la ridicola percezione che i genitali non mutilati siano brutti e ingombranti.

In alcune culture, v’è la convinzione che i genitali di una donna possano crescere e diventare ingombranti, a penzoloni tra le gambe; ecco perché asportano la clitoride.

Alcuni gruppi credono che la clitoride di una donna è pericolosa e che se tocca il pene di un uomo, quello morirà.

Altri credono che se la testa del bambino tocca la clitoride durante il parto, il bambino morirà.

Religione e infibulazione

La mutilazione genitale femminile precede l’Islam e non è praticato dalla maggior parte dei musulmani, ma ha acquisito una dimensione religiosa.

Quando praticata dai musulmani, la religione è spesso citata come una ragione.

Molti di coloro che si oppongono alla mutilazione negano che ci sia un legame tra questa brutale pratica e la religione, ma i leader islamici non sono unanimi su questo argomento.

Il Corano non contiene alcuna richiesta di mutilazione di genitali, ma alcuni scritti attribuiti al Profeta Maometto la citano, anche se parla di “ridurre” e non di “distruggere”.

I preti missionari cristiani hanno cercato di scoraggiare la pratica, ma le sue radici culturali sono troppo profonde.

In alcuni casi, al fine di non creare malumori, hanno ignorato e addirittura condonato la pratica.

Da poco è stata istituita la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE

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