L’algebra

algebra

Ramo della matematica, l’algebra ha per oggetto la soluzione dei problemi per mezzo dello studio delle equazioni algebriche e delle teorie che con esse si connettono. Nel papiro Rhind (17° sec. a.C.) lo scriba Ahmose, ricopia da un papiro più antico (19° sec. a.C.) soluzioni di equazioni di  primo grado a una incognita. Scolari di Pitagora risolvono risolvono equazioni di primo grado con più incognite ed equazioni di secondo grado, sotto forma geometrica (riportate anche negli Elementi di Euclide – 4° sec. a. C.). Archimede, Apollonio di Perga, Pappo svilupparono l’algebra geometrica. Equazioni di secondo grado sono studiate dai Greci si dai tempi di Platone. Con Diofanto d’Alessandria (3° sec.) si inizia la trattazione astratta dei problemi e quindi la teoria algebrica. Altri progressi si devono agli arabi al-Khuwarizmi (9° sec.), dal titolo del cui trattato (Kitab al giabr wa ‘l muqabalah) deriva la parola “algebra”, e al-Karkhi (11° sec.), al poeta mistico persiano Omar Khayyam (12° sec.), ecc. Tutte queste opere, però, rimasero sconosciute all’Occidente, che deve invece attendere Leonardo Fibonacci da Pisa, col Liber Abbaci (1202-1228). Seguono, poi, Nicola Oresme, Nicola Chuquet e Luca Pacioli. Col 16° secolo cominciarono a crearsi i simboli per le operazioni: si hanno i cossisti tedeschi, Scipione dal Ferro, G. Cardano, N. Tartaglia, ecc.. Tutti che adottarono le lettere per indicare le quantità considerate nel calcolo. Tra tanti altri nomi celebri, sicuramente deve essere ricordato R. Descartes (Cartesio), che applicando il calcolo algebrico alla geometria, stabilì il significato dei numeri negativi.

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