L’arte dell’alchimia

alchimia-elisir

Arte, nell’Egitto ellenistico, di ottenere, purificare e colorare i metalli, e che in seguito mirò a trasmutare i metalli vili in oro e argento. Gli egiziani la trasmisero ai bizantini,questi ad ebrei ed arabi; intorno ad essa si affaticarono i ricercatori per tutto il Medioevo, e fino al 18° sec., secondo gli alchimisti, tutti i metalli, come tutte le cose, contengono una materia prima, in gradi diversi di purezza e di perfezione, che raggiungono il massimo nell’oro. Per la trasmutazione occorreva una sostanza che facesse da fermento, ottenuta con procedimenti misteriosi (pietra filosofale, magistero, grande elisir). Questa pietra filosofale sciolta nell’alcol prendeva il nome di elisir di lunga vita, e si credeva donasse, se non l’immortalità, una vita plurisecolare. Gli iniziati che avevano trovato la pietra filosofale intendevano alludere al perfezionamento dell’anima. Il più antico scritto di alchimia, la tavola di smeraldo, attribuita a Ermete Trismegisto (il Dio egiziano Tot “tre volte grandissimo”; da cui il nome di arte ermetica dato all’alchimia) sembra rimonti a un centinaio d’anni a.C. L’alchimia non raggiunse mai il suo scopo, ma dalle intuizioni dei suoi seguaci, dopo il 18° secolo, nacque la chimica.

Alchimisti celebri

Geber, S. Alberto Magno, Ruggero Bacone, Raimondo Lullo, Arnaldo da Villanova, Basilio Valentino, Paracelso, Libavio, Angelo Sala, Borelli, ecc.

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