Mafia e mafioso: origine di questi temini

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Mafia: etimologia

Come le varie influenze degli stranieri stabilitisi in Sicilia, ci sono molte influenze diverse riguardanti la nascita della parola mafia.

Nel corso del tempo il suo significato è stato modificato dai siciliani e dai conquistatori della Sicilia.

La parola mafia è stata la prima volta pubblicata nella letteratura in un elenco di eretici del 1668.

In questo documento, il termine mafia era collegato ad una strega (o considerata tale dalla chiesa), e significava coraggio, ambizione, arroganza.

Nessuna di queste qualità furono considerate appropriate per una donna, e, quindi, la parola mafioso prese la sua prima connotazione negativa.

Molti studiosi credono anche la parola mafioso derivi dall’arabo, durante il loro periodo di controllo della Sicilia, dopo la caduta dell’Impero Romano nel 846 d.C.

Mahias è una parola araba che significa uomo coraggioso, implicando anche la natura audace e aggressiva dei criminali organizzati.

Questa parola è rimasta più o meno inalterata dal documento 1668, quantomeno fino all’Unità d’Italia del 1861.

La mafia coniata da Garibaldi

Quando Garibaldi partì per la Sicilia con l’intento di unificarla con la terraferma, i briganti al servizio dei Borboni preferirono nascondersi in una serie di grotte nella regione di Marsala.

Questo insieme di grotte era conosciuto con il nome di mafie. Garibaldi, per questo motivo, iniziò a chiamare mafiosi quelli che si nascondevano nelle grotte.

Nel 1862, solo un anno dopo, andò in scena una commedia dal titolo I mafiosi della Vicaria.

Il tema era incentrato su un gruppo di uomini imprigionati, e le loro interazioni con l’esterno mentre erano in prigione.

Gli uomini ritratti non erano comuni delinquenti, ma piuttosto mandanti che usavano il loro potere sugli altri.

Questo tipo di crimine organizzato era definito nella commedia MAFIA.

Grazie alla popolarità dell’opera, questo concetto di criminalità organizzata proliferò in tutta Italia, e presto anche in Europa.

Nel 1865 la polizia usava il termine mafioso, in particolare la frase delitto di Mafia, per descrivere un uomo che progetta crimini e paga altri per realizzarli. 

I giornalisti stranieri, poi. hanno cominciato a sguazzarci.

La conoscenza della mafia crebbe in America, nei primi anni del 20° secolo, quando l’immigrazione di italiani era all’apice.

I membri della mafia venivano in America e continuavano la loro azione basata sulla criminalità e sul potere.

Con l’uscita del film Il Padrino, nel 1972, il termine mafioso diventò famoso nel mondo, soprattutto in America.

Una nuova fascinazione ebbe inizio, ma la sua storia risale a quasi 2200 anni.

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