Martin Luther King

Martin Luther King

Martin Luther King è una vera icona della lotta razziale, pensate che il suo compleanno, dal 1986, è diventato festa nazionale (Martin Luther King Day, che si festeggia il terzo lunedi di gennaio, più o meno prossimo alla data della sua nascita del 15 gennaio).

In effetti, per molti afro-americani e molte altre minoranze è celebrato come un eroe, non solo per la legislazione concreta, attiva, ma per la sua visione di speranza, condivisa da molti in un’epoca di sconvolgimenti e di cambiamento.

Gli episodi successivi ebbero meno successo, ma comunque servirono a King per affinare le sue strategie di protesta. Nel 1963, Martin Luther King e la SCLC avviarono una campagna a Birmingham, in Alabama, per porre fine alla segregazione razziale e per costringere le imprese del centro ad impiegare anche i neri. Erano proteste pacifiche organizzate in sit-in, ovvero entrare in un locale “proibito” ai neri, sedersi sul pavimento finché la polizia non interveniva. Queste proteste pacifiche, però, furono sedate dalla polizia locale con una violenza sproporzionata. Andando queste immagini in onda sui notiziari nazionali, provocarono profonda indignazione, creando un clima politico, benché caldo, maturo ad accogliere cambiamenti nella legislazione federale sui diritti civili. Infatti, l’anno successivo (1964) il presidente Lyndon Johnson firmò il Civil Rights Act. Nel frattempo la SCLC, sotto la presidenza di Martin Luther King, stava ripetendo la tattica di Birmingham a Selma, in Alabama, questa volta per il diritto di registrazione degli elettori afro-americani. Ancora una volta, le immagini della brutalità della polizia contro i protestanti, consentirono il passaggio della legislazione federale, il Voting Rights Act del 1965.

La comunità di attivisti neri riteneva che queste due grandi vittorie segnavano il limite massimo che si pitesse ottenere, e quindi, dopo il 1965, King cominciò a concentrarsi sui problemi economici dei neri. Le sue strategie e i suoi discorsi si concentrarono sempre più sulla classe e sulla razza. Martin Luther King aveva vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1964, e questo riconoscimento lo incoraggiò ad ampliare il suo campo di applicazione: fino alla sua morte, trattò tutti i temi più scottanti e incontrò e dialogò con i personaggi più rilevanti.

Quando Martin Luther King fu assassinato a Memphis nel 1968, la nazione ne subì il profondo shock. Scoppiarono disordini in oltre cento città americane. King fu quasi immediatamente santificato dai media bianchi controllati.

Per molti nati dopo la sua morte, egli è meglio conosciuto per la frase storica “I Have a Dream”, che riflette questo spirito, e che ci consegnò nel 1963 al culmine della sua fama.

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