Omero, l’autore dell’Iliade e dell’Odissea

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Omero (in greco antico: Ὅμηρος, Hómēros)

Omero è la maggiore figura della letteratura greca antica ed il primo poeta europeo, a cui si ascrivono due grandi poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, scritti in una lingua basata sul dialetto ionico, ma con tracce eoliche. Benché sin dal 7° sec, gli fosse attribuita parte della poesia ciclica, nulla di certo sapevano di lui gli antichi; la leggenda lo voleva cieco. Sette città (Smirne, Rodi, Colofone, Salamina, Chio, Argo, Atene) si vantavano di esserne la patria. Della letteratura, pseudo-omerica abbiamo: la Batracomiomachia; i primi tre versi del Margite, parodistica epopea di uno sciocco, già nota ad Archiloco; 16 epigrammi, forse già scritti nel 6° Sec.; 33 Inni in esametri, rivolti ognuno a un Dio, di cui si celebra la potenza; tra essi, più ampi e importanti per la storia della religione greca, quelli, databili al 6°/5° sec., ad Apollo, Ermete, Afrodite e Demetra.

Per questione omerica si intende l’insieme dei problemi relativi all’esistenza storica del poeta, alla autenticità dei due poemi a lui attribuiti e al modo con cui ciascuno di essi si formò.
Il filologo alessandrino Zenodoto (3° sec. a.C.) si accorse che nel testo tradizionale erano evidenti interpolazioni; Xenone e Ellanico si avvidero che 1’Iliade e l’Odissea riproducevano diverse condizioni di civiltà e attribuirono a Omero solo l’Iliade.

Nel ‘700 G. B. Vico negò l’esistenza storica di Omero, da lui considerato la personificazione dell’età degli eroi della Grecia.

Nei Prolegomena ad Homerum (1795) F. A. Wolf sostenne che i due poemi erano stati messi assieme ai tempi di Pisistrato (70 sec.) con brevi canti composti da aedi in epoche e luoghi vari e trasmessi oralmente da rapsodi.

La dimostrata impossibilità di scomporre i due poemi nei canti con i quali sarebbero stati formati, la consapevolezza della salda unità poetica di ognuno di essi, le scoperte dell’archeologia che hanno confermato la sostanziale storicità dell’epica omerica, hanno indotto la critica più recente a conclusioni diverse: l’Iliade e l’Odissea sarebbero opere unitariamente concepite e composte la prima non dopo l’8° sec., la seconda al principio del 7°.

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