Saddam Hussein, il dittatore iracheno della Guerra del Golfo

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Saddam Hussein

Saddam Hussein (uomo sul libro paga della CIA) salì al potere dopo essere stato investito dal suo mentore Ahmed Hassan al-Bakr nel 1979. 

Negli anni successivi la Francia lo aiutò per la costruzione di due centrali nucleari.

Israele impedì all’Iraq la creazione di un’arma nucleare bombardando uno dei due impianti nel 1981.

La Francia aiutò Saddam anche in altri modi, vendendogli aerei da combattimento, alcuni pilotati da piloti francesi in missioni di guerra per l’Iraq.

Il Regno Unito, l’Italia e la Germania fornivano a Saddam competenze militari e finanziarie.

Le armi più pesanti di distruzione di massa furono vendute a Saddam da Donald Rumsfeld, l’uomo che in seguito divenne Segretario della Difesa USA sotto il presidente George W. Bush.

Questi forniva Saddam di componenti di armi biologiche e chimiche, tra cui l’antrace e colture di peste bubbonica, così come l’antrace e botulino.

Gli Stati Uniti persuasero l’Iraq in una guerra contro l’Iran (1980), offrendo l’aiuto militare; la CIA segretamente forniva armi, tra cui bombe a frammentazione.

Dopo la guerra (costata migliaia di morti senza alcun vincitore), nel 1988, Saddam fu gravato da un grande debito.

Gran parte delle sue entrate petrolifere erano andate ai suoi debitori.

Allo stesso tempo, il Kuwait iniziò a vendere petrolio extra, con un influsso negativo sul prezzo.

Saddam, quindi, consultandosi segretamente gli Stati Uniti e senza nessuna ragione apparente, invase il Kuwait.

La cosa ebbe una grande ripercussione internazionale e gli Stati Uniti (che facevano affari con Saddam) dovettero schierarsi dalla parte del Kuwait.

Dovevano, insieme agli stati forti occidentali, preservare gli stati vicini da possibili ulteriori invasioni.

Così nacque la Guerra del Golfo, dove un contingente alleato (europeo e statunitense) intervenne in difesa del piccolo stato invaso.

Saddam Hussein fu costretto al ritiro, subendo una sconfitta molto onerosa.

Però, il dittatore riuscì a mantenersi saldamente al potere.

Anzi, non contento, scatenò una campagna di sterminio nei confronti dei curdi, da sempre invise al rais.

Per fortuna, anche in questo caso, fu costretto dalle forze occidentali a fermare il genocidio.

Sembrava provarci gusto a stuzzicare l’occidente e gli Stati Uniti.

Nel febbraio del ’98 provocò una ulteriore crisi internazionale, minacciando di utilizzare armi chimiche.

Questi atteggiamenti portarono come conseguenza massima un rigido embargo nei confronti dell’Iraq, con relativi problemi di ordine pubblico

Saddam, in questo periodo, intascò una ingente fortuna personale dalla vendita de cosiddetto “oro nero”.

Una corda troppo tirata che continuava ad innervosire l’occidente.

Infatti, Bush figlio, appigliandosi alla possibilità che il dittatore possedesse armi di distruzione di massa, il 20 marzo 2003 iniziò la Seconda Guerra del Golfo.

Il 9 aprile del 2003 cadde Bagdad ed il Rais fu costretto a fuggire e nascondersi.

I figli Uday e Qusay furono uccisi poco dopo durante una rappresaglia.

Il 13 dicembre 2003 Saddam venne catturato mentre era nascosto in un buco scavato nella terra, nella zona di Tikrit.

Dopo essere stato sottoposto ad un “processo farsa” e condannato a morte, fu impiccato il 30 dicembre.

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