Camillo Benso Conte di Cavour

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Camillo Benso Conte di Cavour (agli annali soltanto “Cavour), nacque a Torino il 1810 ed ivi morì nel 1861.

Cavour fu un sommo statista, grazie alla sua immensa capacità di conciliare. Egli fu il preparatore e l’artefice del Risorgimento e uno dei principali autori dell’Unita d’Italia.

Dapprima ufficiale del genio, si diede poi ai viaggi e all’agricoltura (fondando nel 1842 l’Associazione agraria). Nel 1847 fondò il giornale moderato Il Risorgimento, ove si fece patrocinatore della necessità di una costituzione. Dopo le Cinque giornate di Milano, nel 1848, fu eletto deputato, divenendo poi Ministro dell’Agricoltura e Commercio (1850) e successivamente (1851) Ministro delle Finanze. Nel 1852  divenne Presidente del Consiglio, dopo essersi accordato con il centro-sinistra di Rattazzi per far cadere il Governo D’Azeglio. Nel 1855 fece partecipare il Piemonte alla guerra in Crimea; nel 1856, durante il congresso di Parigi, pose, per la prima volta, diplomaticamente dinanzi all’Europa la questione italiana. Lo scopo di Cavour era la costituzione di un Regno dell’Alta Italia, l’indipendenza della nazione italiana dall’Austria e una confederazione di Stati che comprendesse i regni del Nord, del Centro e del Sud. Egli, infatti, non credeva ancora all’Unità d’Italia, e forse nemmeno lo desiderava. Per attuare i suoi disegni, nel 1858, stipulò a Plombiéres un’alleanza con Napoleone III che condusse alla guerra del 1859 contro l’Austria.  Nonostante le importanti vittorie conseguite, Napoleone III impose l’armistizio di Villafranca (la Lombardia fu annessa al Piemonte). In segno di protesta Cavour, l’11 luglio del 1859, si dimise dal governo, il 20 gennaio del 1860 fu di nuovo al potere. Evitò l’intervento delle potenze nell’annessione dell’Emilia e della Toscana al Piemonte (dovette, però, cedere Nizza alla Francia).

Dopo che Garibaldi aveva iniziato, con la spedizione dei Mille, la conquista del Regno di Napoli, Cavour decise di appoggiarlo. Fece invadere dall’esercito piemontese le Marche e l’Umbria, anche per impedire a Garibaldi di giungere fino a Roma e aprire una crisi con  la Chiesa. Inaugurò a Torino il 1° parlamento italiano, che doveva (17 marzo 1861) proclamare il regno d’Italia. Poco dopo morì (6 giugno 1861), afflitto dalle sue malattie.

Camillo Benso Conte di Cavour intuì l’importanza delle ferrovie e dello sviluppo industriale. Propugno la libertà di stampa, di culto e quella individuale. Diede grande sviluppo all’agricoltura, all’industria e al commercio.

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