Cefalopodi: conosciamoli meglio

cefalopodi: polpo-octopus
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I cefalopodi, come si evince dall’etimologia greca (piedi sulla testa) sono una classe di molluschi esclusivamente marini, comprendenti le seppie, i calamari, i polpi, i moscardini, ecc).

I cefalopodi hanno il corpo allungato, la testa grossa e distinta, occhi molto voluminosi, di struttura gradatamente complicata, simile a quella dei vertebrati, bocca con becco corneo, circondata da 8 a 10 lunghe braccia fornite di ventose (tranne che nel nautilo).

Le dimensioni sono molto variabili, passando da pochi millimetri a metri addirittura (nel caso del calamaro gigante). La conchiglia è esterna solo nel nautilo, mentre negli altri è interna (un esempio può essere l’osso di seppia) o rudimentale. Il tronco è avvolto da un mantello o pallio, che nella parte del ventre delimita una cavità (cavità palleale), in cui sboccano l’ano e gli organi escretori, gli organi riproduttori e quelli in cui si ritrovano le branchie (due o quattro).

I cefalopodi hanno, quindi, una formazione muscolare imbutiforme (a forma di imbuto), che permette di comunicare con l’esterno, facendo entrare l’acqua per la respirazione. L’espulsione violenta dell’acqua inglobata, attraverso la contrazione del muscoloso mantello, fa retrocedere l’animale; in questo modo lo stesso apparato di respirazione è fondamentale anche come organo di moto.

Molti cefalopodi posseggono una ghiandola che secerne l’inchiostro (ad esempio portiamo sempre la seppia con il famoso “nero di seppia) che viene emesso a scopo di difesa. La raccolta di questo inchiostro, oltre ad essere usato in cucina, viene usato da aziende di coloreria. Ci sono,poi, alcune specie di cefalopodi capaci di cambiare colore del loro inchiostro, a seconda degli stati d’animo.

Secondo il numero delle branchie, i cefalopodi si dividono in:

  • Tetrabranchiati (quattro branchie), quasi tutti fossili (ad esempio gli ammoniti) tranne il nautilo;
  • Dibranchiati (due branchie), che a loro volta sono divisi in:
    • Ottopodi, con otto braccia (ad esempio il polpo argonauta);
    • Decapodi, con dieci braccia (ad esempio seppie e calamaro).

La maggior parte dei cefalopodi sono commestibili.

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