Confessioni di sant’Agostino. Una preghiera a Dio

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Confessioni di Sant’Agostino

Le Confessioni di Agostino sembrano in un primo momento un’autobiografia spirituale, ma è piuttosto una preghiera estesa a Dio.

Nelle confessioni l’autore si presenta come una lezione oggettiva di come un’anima individuale diventa un pellegrino alla ricerca della via verso Dio.

L’autore racconta della sua conversione al cattolicesimo poco più che trentenne.

Il pubblico umano di questo testo testo è costituito da altri aspiranti pellegrini che desidera convertire al cattolicesimo.

Quindi, Le Confessioni di Sant’Agostino è anche un testo teologico e filosofico.

Le Confessioni – Libro 1

Agostino inizia Le Confessioni introducendo immediatamente il concetto di un Dio trascendente che è ovunque ed esiste nell’eterno presente.

Quindi si lancia nella sua storia personale, descrivendosi come un neonato e un bambino e notando che ha imparato a parlare usando la mente che Dio gli ha dato.

Gli furono date istruzioni sulle idee cristiane, ma il suo battesimo fu rimandato.

Un bambino curioso e vivace, arrivò a credere che la bella vita consistesse nell’ottenere lodi e favori dagli altri.

Le Confessioni – Libro 2

Nell’adolescenza Agostino ha un anno a casa, quando viene riportato da scuola prima di essere mandato più lontano, a Cartagine.

Usa quel tempo incautamente, intrattenendosi in furtive relazioni amorose e vagando per le strade con i suoi compagni e facendo scherzi.

Uno riguarda il furto delle pere, che Agostino contrassegna come un crimine grave, poiché lo ha fatto solo per il gusto di infrangere la legge.

Inoltre, non l’avrebbe fatto se non fosse stato parte di un gruppo dal quale desiderava essere accettato.

Agostino si equipara al figlio prodigo del Vangelo, che si allontana da Dio fino a diventare per se stesso “un paese di carestia”.

Le Confessioni – Libro 3

Quando ha circa 17 anni, Agostino si trasferisce a Cartagine per studiare letteratura e retorica.

Egli fa bene nei suoi studi e avviene su di Cicerone Ortensio, che lo spinge a prendere la filosofia e mettere da parte mondana ambizione.

Non molto tempo dopo, si unisce ai manichei, cristiani gnostici, con idee eretiche su Dio e sulla spiritualità.

Gli insegnano che Dio è materiale e che in realtà ci sono due Dei: uno buono e uno cattivo.

Anche i manichei rinnegano gran parte della Bibbia, soprattutto l’Antico Testamento.

Ripensando a questo periodo di errore, Agostino ribadisce l’idea che Dio è incorporeo (senza corpo fisico).

Le Confessioni – Libro 4

Agostino continua con i manichei per circa nove anni, e diventa così entusiasta della religione che convince alcuni dei suoi amici a convertirsi.

Ora riferisce che in precedenza aveva preso un amante (all’età di circa 17 anni) e ha avuto un figlio con lei.

Rimane fedele a questa donna per tutto il tempo che stanno insieme, 14 o 15 anni.

Dopo aver finito la scuola, Agostino torna nella sua città natale di Thagaste.

Subito dopo perde un caro amico e per riprendersi dalla morte riparte e torna a Cartagine.

In questo periodo pensa ancora a Dio come materiale, una specie di massa dilatata, e crede nella Monade e nella Diade (bene supremo e male supremo).

Mentre ricorda il passato, è stupito di aver potuto padroneggiare le dieci categorie di Aristotele, ma ancora pensava che Dio fosse un “immenso corpo luminoso” di cui era una particella.

Le Confessioni – Libro 5

Agostino apre il quinto libro con le lodi di Dio e ribadisce la sua onnipresenza.

Racconta poi che a 29 anni incontra un vescovo manicheo, Fausto, che spera chiarirà i suoi dubbi sulla religione, che si stanno moltiplicando.

Agostino ha letto la scienza, che non è affatto in accordo con i miti che gli sono stati insegnati dai manichei.

Faust non aiuta e diventa effettivamente l’allievo di Agostino.

Il santo è disgustato dagli studenti di Cartagine, indisciplinati, e decide di trasferirsi a Roma.

Mente a sua madre e sgattaiola fuori da Cartagine, non volendo che lei lo seguisse.

Si imbarca con altri manichei a Roma, anche se il brivido del manicheismo è svanito e sta seguendo la dottrina a malincuore.

Successivamente, inizia a leggere gli Stoici (scettici greci), la scuola a cui Cicerone si era allineato.

Non è contento degli studenti a Roma, che non pagano i loro insegnanti, e gli viene offerto un posto a Milano come maestro di retorica dell’imperatore.

Quando arriva a Milano, lascia i manichei e decide di diventare catecumeno nella Chiesa cattolica (quella che si prepara al battesimo) fino a quando non decide quale sarà il suo prossimo passo.

Le Confessioni – Libro 6

Monica, la madre di Agostino, segue il figlio a Milano ed è felicissima di sapere che ha finalmente rinunciato al manicheismo.

Anche lei cattolica devota, da anni prega per la sua conversione.

A Milano incontra anche il vescovo Ambrogio, i cui sermoni lo aiutano a comprendere metaforicamente la Bibbia ebraica.

Viene introdotto alla filosofia neoplatonica, che lo aiuta a ripensare il suo rapporto con Dio come essere trascendente.

Sente anche da Ambrogio di un nuovo modo di leggere la Bibbia, che è allegorico.

Avendo sempre pensato che le Scritture fossero stupide, ora comincia a vederle come sante e profonde.

Agostino sta pensando di più al modo in cui ha vissuto e ricorda che da giovane avrebbe voluto dedicarsi alla filosofia, ma invece è stato catturato nel mondo dell’ambizione.

Vorrebbe diventare un asceta, ma sua madre ha messo in fila una ragazzina che, tra due anni, sarà maggiorenne per sposarlo.

Lei è della sua classe e può portargli una dote. Ora deve rinunciare alla moglie di diritto comune, quindi le dà una dote e la manda a casa.

Sebbene questa fosse una pratica comune tra gli uomini delle classi superiori, prendere una concubina e poi licenziarla quando era il momento di sposarsi, Agostino ha il cuore spezzato.

La sua padrona giura di vivere una vita da celibe dopo averlo lasciato, il che lo fa sentire peggio.

Per soddisfare i suoi impulsi fino a quando non può sposarsi, Agostino ora prende un’altra amante per riempire il vuoto fisico ed emotivo.

Le Confessioni – Libro 7

Mentre Agostino sta iniziando a digerire alcune delle idee neoplatoniche, è ancora bloccato sul Dio corporeo e sul problema del bene e del male.

Alla fine legge alcuni libri sulla filosofia neoplatonica, ottenendo un’esposizione diretta alle loro idee, e si rende conto che molto di ciò che dicono è identico a ciò che dice San Giovanni nel suo vangelo.

Non molto tempo dopo, tenta la contemplazione neoplatonica e ha una visione di Dio, in cui “vede” Dio sopra di lui come luce divina.

È irrevocabilmente cambiato da questa esperienza, anche se non riesce a trattenerla.

Come risultato della visione, ora comprende che Dio è trascendente, non immanente.

Comprende che la creazione di Dio è buona, capendo infine che il male è un’assenza di bene e un allontanamento da Dio.

Conclude anche che i neoplatonici vanno solo così lontano,

Le Confessioni – Libro 8

Ora che Agostino si è innamorato di Dio, non vuole più perseguire ambizioni mondane, ma sta ancora lottando con l’impegno al celibato, cosa che sente di dover fare se accetta il battesimo nella fede cattolica.

Agostino si ispira a parlare con un funzionario di corte che gli racconta del famoso monaco Antonio d’Egitto.

Simpliciano, il mentore di Ambrogio, gli racconta la storia di Vittorino, un famoso oratore convertitosi.

Agostino continua a lottare e un giorno va nel giardino di casa sua per sistemare tutto.

Riceve un messaggio da Dio, sotto forma di una canzone da bambino che sente.

Quando apre le lettere di Paolo (una sezione delle scritture cristiane), riceve un secondo messaggio, che gli dice che è ora di rinunciare alla sua vecchia vita.

Si sente subito sicuro di quello che dovrebbe fare e lo dice al suo amico Alipio e sua madre, Monica.

Le Confessioni – Libro 9

Agostino ricomincia lodando Dio e poi racconta di come si ritirò in una villa per prepararsi al battesimo.

Lo fa meditando sui salmi, preghiere poetiche che si trovano nella Bibbia ebraica.

Inserisce anche una breve biografia di sua madre, Monica.

Agostino torna a Milano e viene battezzato con suo figlio, Adeodato, e il suo amico Alipio.

Agostino e la sua famiglia, in procinto di tornare in Africa, si trovano ad Ostia, vicino a Roma.

Un giorno lui e sua madre stanno speculando su com’è il paradiso, e loro due hanno simultaneamente una visione di Dio, ascendendo alla gioia di “Ciò Che È”.

Raggiungono il vertice delle loro menti e trascendono anche quello, toccando quella terra di immensa abbondanza dove Dio ha creato la sua città celeste.

Pochi giorni dopo Monica si ammala e muore subito dopo.

Agostino è deluso che si senta sua dolore così acutamente, ma alla fine si arrende e poi prega Dio per la salvezza di sua madre.

Le Confessioni – Libro 10

Agostino passa alla teologia e alla filosofia, e inizia spiegando le sue motivazioni per la confessione.

Per capire se stesso ancora di più, è necessario approfondire la memoria e capire in cosa consiste la memoria.

Quello che segue è una lunga e straordinaria discussione filosofica sulla memoria che spiega qualcosa di come funziona la mente.

Agostino copre anche tre principali categorie di peccato e racconta come ha peccato in tutte e tre.

Conclude lodando Dio, che lo ha condotto all’esperienza interiore, ma chiede aiuto a Gesù per spezzare il circolo vizioso dell’abitudine al peccato.

Le Confessioni – Libro 11

Questo copre il tempo e il discorso di Agostino inizia esaminando ciò che la Genesi potrebbe significare quando dice “In principio Dio creò il cielo e la terra”.

Il passaggio dalla memoria al tempo è logico, poiché il senso del tempo è prodotto nella memoria.

Agostino presenta un’analisi estesa del tempo e risponde alla domanda manichea, intesa come una provocazione, che chiede dove fosse Dio prima della creazione.

Agostino mostra che Dio è fuori dal tempo ed esiste solo nell’ora; quindi, è sciocco chiedersi dove fosse prima di creare il tempo.

Le Confessioni – Libro 12

Agostino si rivolge ora ad altre parti della Genesi per dimostrare il significato allegorico della storia della creazione.

Distingue tra la creazione manifesta di Dio (terra e cieli, contenente le stelle e i pianeti) e la creazione non manifesta (dove vivono gli angeli).

La creazione non manifesta o immateriale è sinonimo della casa di Dio, che è essa stessa sinonimo della Chiesa cattolica in cielo, che è perfetta.

Riconosce anche che ci possono essere molte interpretazioni delle sacre scritture, a condizione che siano tutte vere, cioè che dimostrino la verità fondamentale di ciò che stanno cercando di spiegare.

Le Confessioni – Libro 13

Agostino continua con la sua analisi allegorica della creazione descritta nella Genesi e dice che Dio ha creato l’universo a causa della sua “abbondante bontà”.

Spiega anche il significato della Trinità, dando particolare risalto al significato della Terza Persona, lo Spirito Santo.

Agostino osserva che, poiché Dio si è riposato il settimo giorno, anche gli esseri umani riposeranno quando la loro opera sarà terminata.

La creazione passerà quando avrà servito al suo scopo e gli esseri umani che sono tornati a Dio trascorreranno l’eternità con lui.

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