David, il re biblico che unì il popolo di Israele

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David

Il biblico re David d’Israele era noto per le sue diverse abilità sia come guerriero che come scrittore di salmi.

Nei suoi 40 anni di governo, tra il 1010 e il 970 a.C. circa, unì il popolo di Israele, lo condusse alla vittoria in battaglia, conquistò la terra e aprì la strada a suo figlio, Salomone, per costruire il sacro tempio.

David era l’ottavo e il più giovane figlio di Iesse della tribù regale di Giuda. Era anche un discendente diretto di Ruth la Moabita.

Questi iniziò la sua vita come pastore a Betlemme, ma arrivò presto alla corte di Saul, grazie al profeta Samuele che lo convocò perché suonasse per lui. Restando Saul molto soddisfatto, fu tenuto a servizio come musicista.

La prima volta che David mostrò pubblicamente il suo coraggio fu quando, da ragazzo inesperto (armato solo di un bastone e di poche pietre), affrontò il gigante filisteo Golia.

Dopo che abili guerrieri si erano rannicchiati nella paura per 40 giorni, fece una fionda, invocò il nome di Dio e uccise il gigante.

Visto ciò, Saul assunse David come comandante delle sue truppe.

Però, il giovane ebbe un grande successo nella battaglia contro i Filistei e questo suscitò la gelosia di Saul, portandolo a cercare di ucciderlo con una lancia.

David, tuttavia, rimase con Saul, e questi (per farsi perdonare) gli offrì sua figlia, Merav, come moglie.

Subito dopo, però, rinnegò la sua promessa, offrendogli la sua seconda figlia, Mical, in cambio dei prepuzi di cento Filistei, un prezzo che David pagò.

La gelosia di Saul nei confronti di David crebbe e chiese a suo figlio Gionatan di ucciderlo. Il ragazzo, essendo suo amico, convinse Saul a promettere di non cercare più di ucciderlo.

Saul fece nuova promessa e David tornò al suo servizio. Ma durò poco, perché la gelosia di Saul era ormai fuori controllo. Mical, intuendo la pericolosità, lo aiutò a fuggire dal profeta Samuele a Ramah.

David tornò poco dopo per fare un patto di pace con Gionatan e assicurarsi che Saul non stesse ancora progettando di ucciderlo.

Viste le condizioni, continuò la sua fuga, trovando rifugio presso il re di Moab. Lungo la strada, il sacerdote Aimelec gli aveva dato un’arma. Quando Saul udì questo, mandò Doeg l’edomita per uccidere i sacerdoti della città.

Durante la sua fuga, David ottenne il sostegno di 600 uomini, con i quali viaggiò di città in città.

Ad Ein Gedi, David si avvicinò a Saul mentre era in una grotta, ma invece di ucciderlo, tagliò solo un pezzo dal suo mantello. Saul si sottomise e preannunciò che un giorno lui sarebbe diventato re.

Gli chiese, però, di giurare che non avrebbe perseguitato i suoi discendenti o cancellato il nome di Saul.

David lo giurò, ma ciò non impedì a Saul di continuare a inseguirlo.

Infine, David e i suoi sostenitori si unirono al servizio di Achis, il filisteo re di Gatche, che gli affidò il controllo della città di Ziclag.

Sotto il comando di Achis, fece irruzione nelle città dei nomadi che molestavano gli ebrei e diede il bottino in dono ai capi di Giuda per ottenere il loro sostegno contro Saul.

Mentre David era fuori a combattere una tribù chiamata Amalekiti, Saul e Gionatan furono uccisi sul monte Gilboa, in una lotta con i Filistei.

David pianse molto la perdita dell’amico e, da qui in poi, inizia una nuova fase della sua vita.

Si trasferì a Hebron, insieme alle sue mogli (Ahinoam di Izreel e Abigail di Carmel) e ai suoi seguaci.

Gli abitanti della Giudea gli erano grati per averli salvati dai predoni del deserto mentre si trovava a Ziclag, e lo nominarono re.

Nel frattempo, Abner, figlio di Ner, incoronò Is-Boset, figlio di Saul, re delle tribù d’Israele. I regni di Giuda e Israele combatterono, con la dinastia di David che si rafforzava man mano che quella di Saul si indeboliva.

Alla fine, dopo essersi scontrato con Ish-Boshet, Abner si avvicinò a David e fece un patto con lui, cosa che gli permise di unire i due regni e governare su tutto Israele.

Tuttavia, il suo consigliere e comandante dell’esercito, Joab, a sua insaputa uccise Abner sulla via del ritorno.

Presto anche Ish-Boshet fu ucciso e le tribù d’Israele incensò David come loro re.

Questi aveva all’epoca 30 anni e aveva regnato in Giudea per sette anni e sei mesi. Negli anni aveva preso più mogli e aveva molti figli. Aveva anche stretto patti con re di vari paesi circostanti.

La prima azione di David come re fu quella di catturare quella che ora è la città di Gerusalemme, fortificarla e costruirsi un palazzo.

Quando i Filistei seppero che David era diventato re e minacciava la loro egemonia, attaccarono spargendosi per la valle di Raphaim e conquistando Betlemme.

David si vendicò e, in tre battaglie, costrinse i Filistei a lasciare Israele.

Dopo aver stabilito la sicurezza del suo regno, David portò a Gerusalemme l’Arca della Santa Alleanza, che passata di città in città.

Voleva quindi costruire un tempio a Dio e consultò il profeta Natan, il quale gli rispose che Dio gli sarebbe sempre vicino, ma sarebbe stato compito di suo figlio costruire il Tempio, perché il re era stato un guerriero e aveva versato troppo sangue.

David iniziò quindi a combattere guerre contro i vicini di Israele sulla sponda orientale del Giordano.

Sconfisse i Moabiti, gli Edomiti, gli Ammoniti e gli Aramei.

Queste guerre iniziarono come guerre difensive, ma terminarono con l’istituzione di un impero davidico che si estendeva su entrambi i lati del fiume Giordano, fino al Mar Mediterraneo.

David impose la giustizia nel suo impero e stabilì amministrazioni civili e militari a Gerusalemme, sul modello di quelle dei Cananei e degli Egiziani.

Divise il paese in dodici distretti, ciascuno con le proprie istituzioni civili, militari e religiose.

Stabilì che Gerusalemme fosse il centro secolare e religioso del paese. Ogni distretto pagava le tasse a Gerusalemme e la gente cominciò a fare pellegrinaggi in quella città ogni anno durante le festività di Pasqua ebraica.

Nonostante la sua attività di regnante impeccabile, David ebbe molti problemi nella sua vita personale.

Un giorno, mentre gli uomini erano in guerra, David vide una bella donna, Betsabea, dal suo tetto; scoprì che era sposata con Uria l’ittita, ma questo non gli impedì di mandarla a prendere e di metterla incinta.

Richiamò Uria dalla battaglia, intimandogli di fingere che fosse il padre del bambino di Betsabea. Uria si rifiutò di tornare a casa da sua moglie, così David lo mandò in prima linea di battaglia, dove fu ucciso.

David poi sposò Betsabea e, quando incontrò il profeta Natan, ammise il suo peccato. Per punizione, il figlio di Betsabea morì e David fu maledetto con la promessa di una ribellione dall’interno della sua stessa casa.

Dall’unione dei due nacque presto un secondo figlio, Salomone.

Il conflitto personale di David continuò quando suo figlio Amnon violentò la sua sorellastra Tamar.

Absalom, figlio di David e fratello di Tamar, uccise Amnon.

Absalom fuggì, ma David non riuscì a smettere di pensare a lui e gli consentì il ritorno.

Absalom era un bell’uomo e divenne popolare tra il popolo d’Israele. Per brama di potere, insieme a 200 uomini, si recò a Ebron con l’intenzione di ribellarsi a suo padre e prendere il controllo del suo regno.

Aveva il sostegno degli uomini di Ebron (si erano visti spostare il regno a Gerusalemme), degli anziani (il loro status era sempre minato) e dei beniaminiti (volevano vendicare la famiglia di Saul).

David temeva che Absalom sarebbe tornato e avrebbe conquistato Gerusalemme, così lui e tutti i suoi seguaci fuggirono dalla città, lasciando solo 10 concubine, il suo amico Hushai l’Archita e i sacerdoti Zadok e Abiathar.

Absalom raggiunse Gerusalemme, prese il controllo della città e andò a letto con le concubine di David.

Hushai fece amicizia con Absalom, carpendone le intenzioni. In segreto, inviò dei messaggeri per informare David dei piani del figlio.

David radunò le sue truppe, tornò a Gerusalemme, uccise 20.000 soldati israeliti (incluso lo stesso Absalom) e tornò al potere.

Una seconda rivolta scoppiò per mano di Saba figlio di Bichri, ma riuscì a reprimere anche questa ribellione e uccidere Saba.

Alla fine, David, già vecchio, smise di combattere.

Quindi, Adonia, il suo figlio maggiore, si dichiarò re, non considerando che il successore era Salomone e che questi fosse stato designato pubblicamente. Temendo la punizione, Adonia si tirò indietro, ottenendo il perdono di Salomone.

David diede un’ultima serie di istruzioni a suo figlio, dicendogli di seguire le parole di Dio e di ripagare in natura i suoi amici e i suoi nemici.

Morì dopo quarant’anni di reggenza, trentatré dei quali a Gerusalemme. Fu sepolto nella città di David.

David era un poeta e i rabbini credono che avesse scritto il Libro dei Salmi, o almeno lo avesse modificato.

Per tutta la sua vita, David si preparò per la costruzione del Tempio Sacro mettendo da parte i materiali fisici necessari, comandando ai Leviti e ad altri i loro doveri per il Tempio e dando il piano per la sua costruzione a Salomone.

È quindi appropriato che, secondo la tradizione, il Messia, che costruirà il terzo tempio, sarà della dinastia davidica.

Oggi gli ebrei pregano ogni giorno per la venuta del Messia, figlio di David.

Nel rinascimento divenne il soggetto per numerose opere, tra cui spiccano le sculture (rispettivamente in marmo e in bronzo) di Michelangelo e Donatello.

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