Donatello, lo scultore del David bronzeo meno noto

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Donatello

Lo scultore italiano Donatello è uno degli artisti più influenti del XV secolo in Italia, noto per la sua scultura in marmo del David, tra le altre opere popolari.

Donatello divenne presto apprendista presso noti scultori e imparò rapidamente lo stile gotico.

Nel corso della sua carriera, sviluppò uno stile realistico e altamente emozionante e una reputazione seconda solo a quella di Michelangelo.

Vita

Donato di Niccolò di Betto Bardi nacque a Firenze nel 1386; i suoi amici e la sua famiglia gli diedero il soprannome di “Donatello”.

Il giovane era figlio di un artigiano, cosa che lo mise subito su una strada lavorativa nell’ambito dei mestieri.

Donatello fu educato a casa dei Martelli, una ricca e influente famiglia fiorentina di banchieri e mecenati d’arte, strettamente legata alla famiglia Medici.

Fu qui che probabilmente ricevette per la prima volta una formazione artistica da un orafo locale.

Imparò la fabbricazione di metalli e altre sostanze.

Nel 1403 prese a lavorare come apprendista presso il fabbro e scultore fiorentino Lorenzo Ghiberti.

Pochi anni dopo, Ghiberti fu incaricato di creare le porte di bronzo per il Battistero del Duomo di Firenze, battendo l’artista rivale Filippo Brunelleschi.

Il giovane artista assistette il Ghiberti nella realizzazione delle porte della cattedrale.

Alcuni storici sostengono che Donatello e Brunelleschi, intorno al 1407, strinsero un’amicizia e si recarono a Roma per studiare arte classica.

I dettagli del viaggio non sono ben noti, ma si ritiene che i due artisti abbiano acquisito preziose conoscenze scavando le rovine della Roma classica.

L’esperienza diede a Donatello una profonda comprensione degli ornamenti e delle forme classiche, una conoscenza importante che avrebbe poi cambiato il volto dell’arte italiana del XV secolo.

La sua amicizia con Brunelleschi probabilmente lo influenzò nello stile gotico, che può essere visto in gran parte dei primi lavori di Donatello.

Primi lavori

Nel 1408 Donatello tornò a Firenze presso le officine della cattedrale.

Quell’anno, completò la scultura in marmo, a grandezza naturale, del David.

La figura segue uno stile gotico, popolare all’epoca, con lunghe linee aggraziate e un viso inespressivo.

L’opera riflette le influenze degli scultori dell’epoca.

Tecnicamente è molto ben eseguito, ma manca dello stile emotivo e della tecnica innovativa che avrebbero segnato il lavoro successivo di Donatello.

In origine, la scultura era destinata al posizionamento nella cattedrale.

Invece, fu allestita a Palazzo Vecchio (il municipio), come simbolo di sfida all’autorità nei confronti dei fiorentini, che all’epoca erano impegnati in una lotta con il re di Napoli.

Donatello iniziò presto a sviluppare uno stile tutto suo, con figure molto più drammatiche ed emotive.

Tra il 1411 e il 1413, scolpì la figura in marmo di San Marco, collocata in una nicchia esterna della Chiesa di Orsanmichele, cappella delle potenti corporazioni artigianali e commerciali di Firenze.

Nel 1415, Donatello completò la statua in marmo di un San Giovanni Evangelista seduto, per la cattedrale di Firenze.

Entrambe le opere mostrano un deciso allontanamento dallo stile gotico verso una tecnica più classica.

Lavori maturi di Donatello

A questo punto, Donatello stava guadagnando una reputazione straordinaria, grazie alla creazione di figure imponenti, oltre alle tecniche innovative e alle sue abilità.

Il suo stile incorporava la nuova scienza della prospettiva, che permise allo scultore di creare figure che occupavano uno spazio misurabile.

Prima di allora, gli scultori europei usavano uno sfondo piatto su cui venivano collocate le figure.

Donatello attinse fortemente dalla realtà per l’ispirazione nelle sue sculture, mostrando accuratamente sofferenza, gioia e dolore nei volti e nelle posture delle sue statue.

Intorno al 1425, Donatello entrò in società con lo scultore e architetto italiano Michelozzo, anch’egli allievo di Lorenzo Ghiberti.

Donatello e Michelozzo si recarono a Roma, dove realizzarono diverse tombe architettonico-scultoree, tra cui la tomba di Antipapa Giovanni XXIII e la tomba del cardinale Brancacci.

Queste innovazioni nelle camere funerarie influenzeranno molte tombe fiorentine successive.

Donatello aveva coltivato uno stretto e redditizio rapporto con Cosimo de’ Medici a Firenze.

Nel 1430 l’eminente mecenate gli commissionò un’altra statua del David (scena di David contro Golia), questa volta in bronzo.

Questa è probabilmente l’opera più famosa di Donatello.

La scultura è completamente indipendente da qualsiasi ambiente architettonico che potrebbe supportarla.

Alto poco più di un metro e mezzo, David rappresenta un’allegoria della virtù civica che trionfa sulla brutalità e l’irrazionalità.

Questo David, influenzerà successivamente l’opera dal medesimo soggetto, ma sicuramente più famosa, di Michelangelo.

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