Giambo nella metrica della poesia

giambo
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Giambo

Il giambo, nella metrica della poesia (principalmente greca e latina), rappresenta un piede composto da una sillaba breve, seguita da lunga.

Il termine deriva dal greco “iapto”, ovvero lanciare, battere.

Quindi, si tratta di una metrica caratterizzata da uno sviluppo ascendente e da una cadenza molto marcata.

Tutto questo risulta favorevole per rendere i passi molto più semplici da ricordare e anche piacevoli all’ascolto.

Nella lingua italiana indica l’utilizzo metrico di una sillaba atona seguita da un’altra tonica.

Ecco che cos’è il ritmo giambico, che si può trovare in un settenario, in un novenario, in un endecasillabo, ecc.

La poesia che utilizza il giambo si presta bene a tutte le tipologie di formulazione.

Tra i poeti massimi utilizzatori di giambo, troviamo Archiloco (poeta-soldato del VII sec. a.C.), Semonide (il poeta misogino del VII sec. a.C.), Ipponatte (il poeta pitocco del VI sec. A.C.), ma anche Catullo (il poeta latino del periodo che va dal 65 a.C a 54 a.C.).

I temi in cui si esprime meglio il ritmo giambico sono sempre quelli dell’amore e della discordia.

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