Karl Marx, l’economista e filosofo che fondò il socialismo

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Karl Marx

Karl Marx è stato un filosofo, un economista rivoluzionario e un leader, fondatore del socialismo utopistico e scientifico moderno.

Le sue idee di base, note come marxismo, costituiscono le fondamenta dei movimenti socialisti e comunisti in tutto il mondo.

Karl Heinreich Marx nacque a Treviri, nella Prussia renana (l’attuale Germania), il 5 maggio 1818, figlio di Heinrich Marx e Henriette Presburg.

Entrambi i genitori erano discendenti di una lunga stirpe di rabbini, convertiti (forzatamente) al luteranesimo intorno al 1817.

Karl frequentò una scuola elementare luterana, ma in seguito diventò ateo e materialista, rifiutando sia la religione cristiana che quella ebraica. 

Nell’ottobre del 1835 Karl si iscrisse all’Università di Bonn a Bonn, in Germania, dove frequentò principalmente corsi di diritto, poiché suo padre desiderava che diventasse avvocato.

Marx, tuttavia, era più interessato alla filosofia e alla letteratura che al diritto.

Trascorse un anno a Bonn, studiando poco ma festeggiando e bevendo molto. Accumulò anche pesanti debiti.

Il padre lo portò fuori da Bonn e lo fece entrare all’Università di Berlino, allora centro di eccellenza nelle discussioni intellettuali.

A Berlino un circolo di brillanti pensatori stava sfidando le istituzioni e le idee esistenti, tra cui religione, filosofia, etica e politica.

Karl Marx si unì a questo gruppo di pensatori radicali con grande entusiasmo.

Trascorse più di quattro anni a Berlino, completando i suoi studi con un dottorato nel marzo 1841.

Poi si dedicò alla scrittura e al giornalismo per mantenersi e, nel 1842, divenne direttore del giornale liberale di Colonia Rheinische Zeitung, ma il governo di Berlino ne proibì la pubblicazione l’anno successivo.

Nel gennaio 1845 Marx si trasferì a Bruxelles, in Belgio, dove fondò il Partito dei lavoratori tedeschi e fu attivo nella Lega dei Comunisti, nata dall’incontro fra Friedrich Engels e Karl Schapper nel 1847.

Qui scrisse il famoso Manifesto del Partito Comunista.

Espulso dal governo belga, Karl Marx tornò a Colonia, dove divenne direttore della Neue Rheinische Zeitung nel giugno 1848.

Meno di un anno dopo, il governo prussiano interruppe il giornale e lo stesso Marx fu esiliato.

Andò a Parigi, ma a settembre il governo francese lo cacciò nuovamente dal paese.

Marx finalmente si stabilì a Londra, dove visse come un esule apolide (la Gran Bretagna gli negò la cittadinanza e la Prussia rifiutò di riprenderlo come cittadino) per il resto della sua vita.

A Londra l’unico mezzo di sostegno di Marx era il giornalismo, scrivendo per testate in lingua tedesca e inglese.

Dall’agosto 1852 al marzo 1862 fu corrispondente per il New York Daily Tribune, contribuendo in totale a circa 355 articoli.

Il giornalismo, tuttavia, non era sufficiente per vivere.

Marx fu letteralmente salvato dalla fame grazie al sostegno finanziario di un amico e collega scrittore, Friedrich Engels (1820–1895).

A Londra nel 1864 Marx contribuì a fondare l’Associazione Internazionale dei Lavoratori (conosciuta come la Prima Internazionale), per la quale scrisse il discorso inaugurale.

Da allora in poi le attività politiche di Marx si limitarono principalmente allo scambio di lettere con i radicali in Europa e in America, offrendo consigli e contribuendo a plasmare i movimenti socialisti e sindacali.

Il fumo eccessivo di Marx, il consumo di vino e l’amore per i cibi molto speziati potrebbero aver contribuito alle sue malattie, che non gli permisero più di svolgere un lavoro intellettuale continuo.

Morì sulla sua poltrona a Londra il 14 marzo 1883, circa due mesi prima del suo sessantacinquesimo compleanno.

Giace sepolto nel cimitero di Highgate a Londra, dove la sua tomba è contrassegnata da un suo monumentale busto.

Il marxismo

Il marxismo ottenne il suo primo grande trionfo nella rivoluzione russa (1917-1921), quando il suo leader Vladimir Ilich Lenin (seguace di Marx), organizzò l’Unione Sovietica come dittatura proletaria.

Lenin basò il nuovo governo sulla filosofia di Marx, secondo la sua interpretazione.

Marx divenne così una figura mondiale e le sue teorie divennero oggetto di attenzione e controversia universali.

Le idee di Karl Marx

L’appello universale di Marx risiede nel suo approccio morale ai problemi socio-economici, nelle sue intuizioni sui rapporti tra istituzioni e valori e nelle sue idee sulla salvezza dell’umanità.

Quindi, Karl Marx si comprende meglio se si studia non solo la sua economia, ma anche la sua teoria della storia e della politica.

L’idea centrale nel pensiero di Marx coinvolge due nozioni fondamentali:

  • che il sistema economico in un dato momento determina le idee correnti;
  • che la storia è un processo continuo al passo con le istituzioni economiche che cambiano in fasi regolari.

Per Marx, la classe sociale o economica più bassa di una comunità, quando prodotta dal capitalismo, è l’ultima classe storica.

Capitalismo e classe operaia sono destinati a essere in conflitto: la lotta di classe, di cui Marx ha scritto nel Manifesto del comunismo, fino a quando la classe operaia inevitabilmente vince.

La dittatura proletaria, a sua volta, si trasforma in comunismo, in cui non ci sono classi né disuguaglianze.

Il suggerimento logico è che con l’istituzione finale del comunismo, la perenne lotta giunge al termine.

Questa interpretazione marxista è stata criticata nel mondo non comunista come storicamente inaccurata, scientificamente debole e logicamente ridicola.

Tuttavia, il messaggio di Marx di un paradiso terrestre (una società senza classi) ha fornito a milioni di persone speranza e un nuovo senso della vita.

Da questo punto di vista, si può dire che “il marxismo è una religione” e Marx è il suo “profeta”.

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