Monotype, la storica macchina tipografica

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Monotype

La Monotype era una macchina compositrice automatica, inventata nel 1887 dall’americano Tolbert Lanston, e così denominata perché fonde automaticamente i caratteri tipografici isolati, l’un dopo l’altro, come
nella composizione a mano, con evidente vantaggio sulle macchine che fondono a righe intere. Un complesso monotype si compone di due macchine distinte: la perforatrice di zona, o “tastiera” e la fonditrice. La
prima si può paragonare ad una grande macchina da scrivere, che porta (nel modello usuale) 276 tasti comprendenti il tondo maiuscolo e minuscolo, il corsivo, il maiuscoletto, il neretto, i numeri, i segni di interpunzione e le sigle più comuni. I tasti comandano l’apparecchio perforatore che è munito di 31 punzoncini allineati su una larghezza di un decimetro, azionati da cilindretti pneumatici. Secondo i tasti toccati si sollevano uno o due punzoncini, e la carta del rullo da perforare avanza di 3 mm: ogni segno è quindi rappresentato, nel codice delle perforazioni, da uno o due fori. La zona di carta perforata viene introdotta nel leggitore pneumatico della fonditrice che traduce in impulsi di aria compressa nei cilindretti degli arresti della matrice, le coppie di fori praticate nella manipolazione sulla tastiera nella zona di carta. Esso è situato nel cosiddetto castello della fonditrice e consta di un cilindro cavo che lungo una generatrice reca 31 forellini equidistanti, su una lunghezza uguale alla larghezza del nastro di carta. Questo viene fatto scorrere tra il cilindro ed una piastra che reca l’ imboccatura di 31 tubicini ciascuno corrispondente ad un foro del cilindro. È chiaro che se nel cilindro viene immessa aria in pressione, allo scorrere della carta questa ultima scoprirà successivamente le imboccature dei tubetti che vengono a trovarsi sotto le perforazioni, i quali a loro volta invieranno impulsi di aria compressa nelle relative valvole. Il telaio delle matrici contiene 225 cubetti, recanti sulla faccia inferiore incisa l’impronta dell occhio della lettera corrispondente e su quella superiore un foro conico, nel quale si abbassa una punta centrante che mantiene ben fissa la matrice sopra la forma. Quest’ultima ha due facce fisse (quelle corrispondenti all’altezza del carattere o (“forza di corpo”) e due .mobili, che vengono continuamente ed automaticamente aggiustate allo spessore della lettera da fondere. La lega da caratteri fusa in crogiolo viene spinta a pressione da una pompa dentro la forma: il carattere si solidifica istantaneamente, viene tagliato al piede, espulso dalla forma e portato ad allinearsi sopra una tavola metallica. La velocità di composizione per i corpi piccoli può giungere ai 10.000 caratteri l’ora, in generale 7000 . I nastri perforati possono servire per successive edizioni.

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