Ora legale e ora solare: a cosa serve cambiare ora?

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Ora legale e ora solare

L’ora legale è la pratica di portare gli orologi avanti di un’ora rispetto all’ora solare durante i mesi estivi e indietro in autunno, al fine di sfruttare al meglio la luce naturale.

Gli orologi vengono spostati avanti di 1 ora per l’ora legale in primavera.

Questi cambiamenti di orario vengono effettuati naturalmente di domenica tra le ore 2:00 e le 3:00 (durante la notte), in modo da creare minimi problemi di sincronizzazione (treni, aerei, ecc.).

Orologi indietro o avanti?

“Un’ora avanti, un’ora indietro” è uno dei tormentoni che ricordano in che modo impostare l’orologio.

Si imposta l’orologio avanti di un’ora in primavera quando inizia l’ora legale (ovvero si perde 1 ora) e indietro di un’ora quando finisce l’ora legale in autunno (si riguadagna quell’ora persa).

Molti paesi dell’emisfero settentrionale (a nord dell’equatore) la utilizzano, ma non tutti.

In questi paesi (tra cui l’Italia) di solito inizia l’ultima settimana di marzo (dopo l’arrivo della primavera) e termina l’ultima settimana di ottobre (inizio dell’autunno), momento in cui i paesi tornano all’ora solare o invernale.

Nell’emisfero sud (Australia, Nuova Zelanda, gran parte del Sud America, Africa meridionale), a sud dell’equatore, i paesi che attuano questo sistema iniziano il periodo dell’ora legale tra settembre e novembre e terminano a marzo-aprile.

Molte polemiche sull’utilizzo dell’ora legale

In Italia la pratica di spostare le lancette prese vita nel 1916, con D.L. luogotenenziale n. 631 del 25 maggio.

Questo decreto modificò il precedente Regio Decreto n. 490 del 10 agosto 1893 che regolava il metodo di calcolo dell’ora in vigore nel belpaese, restando in uso fino al 1920.

Ma era stato l’inventore e politico statunitense Benjamin Franklin a proporre per la prima volta il concetto di ora legale nel 1784, anche la formula moderna fu suggerita per la prima volta nel 1895.

A quel tempo, George Vernon Hudson, un entomologo neozelandese, presentò una proposta che spostasse di due ore l’orologio.

Le proposte di rimanere sull’ora solare o di passare all’ora legale a tempo pieno compaiono nell’agenda legislativa dell’Europa, tanto che potrebbe presto diventare un ricordo del passato.

Il 26 marzo 2019, infatti, il Parlamento europeo ha votato a favore del sostegno alla bozza di direttiva del Comitato dell’UE per fermare il cambio dell’ora nell’Unione europea.

La proposta è un altro passo formale verso l’eliminazione permanente dell’ora legale nell’UE e costituirà la base delle discussioni tra i ministri dell’UE per produrre una legge finale che abroga la direttiva 2000/84/CE, l’attuale legislazione dell’UE sull’argomento.

Perché usarla?

Meno del 40% dei paesi nel mondo utilizza l’ora legale. Alcuni paesi la usano per sfruttare meglio la luce del giorno naturale la sera.

La differenza di luce è più evidente nelle aree a una certa distanza dall’equatore terrestre.

Alcuni studi mostrano che l’ora legale potrebbe portare a un minor numero di incidenti stradali e lesioni fornendo più luce diurna durante le ore in cui più persone utilizzano le strade.

Altri studi affermano che la salute delle persone potrebbe risentirne a causa dei cambiamenti forzati di orario.

L’ora legale viene utilizzata anche per ridurre la quantità di energia necessaria per l’illuminazione artificiale durante le ore serali.

Tuttavia, molti studi non sono d’accordo sull’effettivo risparmio energetico. pertanto, resta un argomento controverso

Non sempre un’ora

Oggi gli orologi sono quasi sempre impostati un’ora indietro o avanti.

Tuttavia, sull’isola di Lord Howe, in Australia, gli orologi sono impostati solo 30 minuti avanti durante l’ora legale.

Nel corso della storia, ci sono state diverse variazioni, come mezze regolazioni (30 minuti) o doppie regolazioni (2 ore).

Sono stati utilizzati anche aggiustamenti di 20 e 40 minuti.

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