Pierluigi Ighina e lo Stroboscopio Magnetico

pierluigi ighina
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Pierluigi Ighina, l’allievo di Marconi capace di spostare le nuvole

Pierluigi Ighina nasce a Milano nel 1908.

Inizia fin da bambino ad avere intuizioni sugli studi magnetici.

All’età di sei anni, realizza sistemi di forza motrice senza sapere cosa fossero e come funzionassero. È ispirato principalmente dall’istinto.

Si forma come tecnico radio con preferenze di studio sull’elettronica e sulla radio.

Poi, passa molti anni a testare dispositivi radio in tutte le grandi fabbriche italiane: Magneti Marelli, CGE, Ansaldo Lorentz.

Conosce Guglielmo Marconi alla fine degli anni ’20 e la loro collaborazione dura per circa 10 anni (fino alla morte dello scienziato).

Marconi studiava le polarità magnetiche, e quindi era molto interessato al lavoro di Ighina.

Col tempo, proseguendo con la collaborazione, le loro idee iniziano a coincidere tanto da realizzare studi in comune.

Con grande perseveranza, testa l’elettromagnete per oltre un anno nel giardino di Villa Marconi, per osservare come dividere i poli positivi e negativi.

Inventa la divisione dell’elettromagnete, prendendo solo una polarità, lasciando l’altra e viceversa.

Poi con Marconi scopre che la materia è costituita da energia solare che scende in cerchio.

L’energia solare scende e penetra nel nostro pianeta. la terra rimanda quest’energia al Sole.

Se si prendono queste due energie, una positiva e una negativa, e si bloccano, nasce la materia.

Secondo Ighina è una cosa incredibilmente semplice; in questo modo si possono creare tutte le forme di materia, secondo lo stampo di cui la materia stessa è composta.

Lo “Stroboscopio magnetico”

Ighina scopre che l’energia solare, o magnetica, ha una qualità unica e una grande potenza.

Trova un metallo dalle caratteristiche accentuate di positività e usa la polvere di alluminio che potrebbe assorbire piccole quantità di energia e produrne, quindi, quantità molto grandi (usa dispositivi che contengono anche 700-800 kg di polvere di alluminio).

Lo stroboscopio è costruito con molti tubi riempiti con questa polvere, che si caricano di energia.

Questa energia si può rendere positiva o negativa attraverso la separazione dei poli.

Ighina prova a fare esperimenti sulle nuvole, cercando di muoverle a piacimento.

Con una battuta, lo scienziato imolese prova a fare il bello e il cattivo tempo, facendo uscire addirittura il sole nella notte.

Come riesce a farlo Pierluigi Ighina?

Dopo aver trovato un polo positivo e negativo, carica lo stroboscopio con questo tipo di energia.

Le nuvole si caricano di energia solare positiva in maniera naturale.

Per questo, se noi, con lo stroboscopio creiamo il positivo, le nuvole (cariche di positivo) generano un’ovvia respingenza, allontanandosi dallo strumento.

Allo stesso modo, se si carica lo stroboscopio con energia negativa, questa, trovandosi di fronte alla positività delle nuvole, le attrae e le avvicina.

È per questo motivo che per anni viene chiamato il “Mago della Pioggia”.

Ma cos’è il sole di mezzanotte di Ighina?

Ighina, sapendo che sopra di noi c’è una cupola magnetica che gestisce il tempo e le stagioni, ne approfitta durante la notte, attraverso lo stroboscopio magnetico, per inviare forti flussi positivi in ​​un punto preciso della cupola, che dopo alcuni giorni creano un “buco” da cui appare il sole.

Questo fenomeno sembra sia stato visto anche da altre persone, tra cui il prefetto di Bologna.

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