Tiziano Vecellio, il pittore della scuola veneziana

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Tiziano

Tiziano è stato il primo artista della “Scuola veneziana” a raggiungere la fama internazionale. La sua influenza sullo sviluppo dell’arte occidentale è durata fino ai giorni nostri.

Non c’è certezza sulla data esatta della sua nascita, ma si presume che fosse nato intorno al 1488.

Tiziano godette di una lunga vita artistica, anche perché visse fino a quasi 90 anni, cosa rara, considerando che l’aspettativa di vita media dal suo tempo era di poco inferiore ai trent’anni.

Il rispetto guadagnato da Tiziano era così alto che, come narra la leggenda, Carlo V, l’imperatore del Sacro Romano Impero, con costernazione dei suoi cortigiani, raccoglieva il suo pennello dal pavimento quando gli cadeva.

Successivamente, Filippo II, figlio di Carlo V, strinse un accordo con Tiziano per i suoi dipinti, prestando servizio come pittore di corte mentre risiedeva a Venezia.

In sette anni, Tiziano e la sua bottega produsse 70 dipinti per i suoi mecenati reali e il loro entourage.

Oltre alla corte reale spagnola, i suoi clienti erano patrizi veneziani e gente legata al papato romano.

Tiziano e il suo studio furono travolti da diversi tipi di commissioni, dai ritratti personali ai soggetti mitologici e religiosi. 

Il possesso di un dipinto dell’artista veneziano, oltre all’apprezzamento stilistico, era anche un modo per mettersi in mostra ed evidenziare la propria ricchezza.

Molti dei suoi capolavori hanno una discendenza delle più grandi collezioni d’Europa, passati addirittura da un reale all’altro.

Ad esempio, la Deposizione di Cristo era passata attraverso le collezioni di re famosi (era nella collezione di Carlo I d’Inghilterra e Luigi XIV di Francia, il Re Sole).

Durante la sua vita furono pubblicate due biografie su Tiziano. Entrambi gli scrittori, Ludovico Dolce e Giorgio Vasari, avevano conosciuto personalmente Tiziano.

È stato stimato che il numero di dipinti di Tiziano fosse superiore ai 500, ma solo poco più di 300 siano sopravvissuti.

Naturalmente, questa è solo una ipotesi, poiché non ci sono informazioni precise sul numero di dipinti dell’artista veneziano.

Allievo del Giorgione, la sua era una tecnica contraddistinta da impasti a corpo (nascerà con lui), senza l’obbligo di linee o contorni e quindi assolutamente impulsiva e delimitata dalle graduali sovrapposizioni di colore.

Tiziano sembra che non eseguisse un disegno preliminare, ma costruisse i vari elementi sovrapponendoli in base alle leggi prospettiche o alle differenze cromatiche.

In questo senso fu un rivoluzionario.

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