Torricelli, l’inventore famoso per il barometro

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Torricelli

Evangelista Torricelli è stato un fisico e matematico italiano, principalmente conosciuto per la sua invenzione del barometro.

Torricelli nacque in una famiglia povera nel 1608 e come se non bastasse, suo padre morì quando era ancora un bambino.

La famiglia percepì che Torricelli era un giovane dotato e così fu affidato alle cure di uno zio, monaco camaldolese.

Lo zio di Torricelli gli fece studiare con Benedetto Castelli, professore di matematica all’Università della Sapienza di Roma.

Castelli gli insegnò matematica, meccanica, idraulica e astronomia e in cambio Torricelli gli faceva da assistente e segretario, ricoprendo questo incarico per sei anni, fino al 1632.

Torricelli fu molto ispirato dall’opera di Galileo Galilei e lesse tutti i suoi libri.

Era un appassionato studente di astronomia, tuttavia spostò deliberatamente la sua attenzione esclusivamente sulla matematica.

Questo perché voleva evitare di avere la stessa sorte di Galilei, processato per aver proposto teorie apparentemente controverse.

Torricelli decise che la matematica era una scelta più sicura dell’astronomia.

Durante il periodo in cui Torricelli lavorava per Castelli, Galilei aveva scritto una lettera a Castelli.

Questa lettera ricevette invece risposta da Torricelli poiché Castelli era lontano da Roma in quel momento.

Nella sua risposta, Torricelli espresse ammirazione per il lavoro di Galilei e avanzò alcune sue teorie.

Galilei fu molto colpito dal ragazzo e lo invitò a lavorare come suo assistente.

Non accettò immediatamente; solo molto più tardi vi andò, anche se non passò molto tempo col maestro, che morì tre mesi dopo.

Dopo la morte di Galilei, fu invitato dal Granduca Ferdinando II di Toscana a lavorare come matematico di corte, mantenendo questo incarico fino alla sua morte nel 1647.

Evangelista Torricelli ha dato diversi importanti contributi nel campo della matematica e della fisica.

Uno dei dibattiti più grandi e controversi in quei giorni riguardava l’esistenza dei vuoti, una possibilità che era stata confutata da scienziati precedenti come Aristotele.

Prima Galilei e successivamente Torricelli erano dell’opinione che i vuoti esistessero effettivamente.

Quindi, organizzò un esperimento che coinvolgeva tubi di vetro riempiti di mercurio (poiché era più denso dell’acqua) e così diventò la prima persona a creare un vuoto prolungato.

Ciò portò all’invenzione del barometro a mercurio, uno strumento utilizzato per misurare la pressione atmosferica.

Lo sviluppo del barometro è stato un risultato monumentale in fisica, ed è ancora ampiamente in uso oggi.

Tra i suoi altri contributi c’è il lavoro sulle equazioni delle curve, formulando la Legge di Torricelli sulla velocità di un fluido che esce da un’apertura.

Fu anche il primo a dare una spiegazione scientifica sulla causa del vento, creato da differenze di temperatura e densità dell’aria tra due aree.

Le altre sue aree di interesse erano la geometria, le serie di numeri infiniti, il movimento dei fluidi e dei proiettili, il calcolo e la meccanica.

Da lui prende il nome il “torr”, un’unità di pressione.

Torricelli pubblicò una serie di manoscritti sulla geometria, la fisica e l’astronomia, la maggior parte dei quali sono conservati a Firenze.

Non solo era un grande scienziato teorico, ma era anche estremamente abile nel realizzare lenti e strumenti meccanici come microscopi e telescopi.

Alcune di queste lenti, con il suo nome inciso, sono ancora conservate a Firenze.

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