Vincenzo Monti e la sua opera

Vincenzo Monti
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Vincenzo Monti (Alfonsine 1754 – Milano 1828) – Poeta e tragediografo.

Vincenzo Monti, a Roma dal 1778, fu uno dei poeti fra i più noti della città; fuggito a Milano (1797) divenne entusiasta sostenitore dei rivoluzionari e si scagliò contro il papato che pochi mesi prima aveva esaltato; esule in Francia (1799) rifiutò le idee rivoluzionarie per un più ordinato governo (La Mascheroniana, 1801); tornato in Italia (1801) celebrerà Napoleone come salvatore d’Italia e in suo onore scriverà molti componimenti poetici. Crollato il dominio napoleonico esaltò la Restaurazione e l’Austria. Personalità morale di scarso interesse, pronto a cantare ogni padrone, privo di qualsiasi coscienza politica, il Monti, nella parte migliore della sua vastissima opera (la Feroniade, 1784; la Basvilliana, 1793; il Ritorno d’Astrea, 1816, ecc.) si rivela felice cesellatore d’immagini, gustoso creatore di un mondo neoclassico in cui vivono un’effimera esistenza le più luminose leggende mitologiche; quando le fantasie classiche sollecitano la sua ispirazione Vincenzo Monti. è, pur nei suoi limiti di letterato finissimo lontano da ogni umana suggestione, un armonioso creatore di miti e di atmosfere; in certo senso, infatti, la sua opera più alta è la traduzione dell’Iliade (1810) in cui il Monti non fa che variare, col suo dono di fine interprete, il mondo omerico che suggestionava la sua fantasia.

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